venerdì, ottobre 13, 2006

Una Calma Eccessiva

E' tutto molto tranquillo sul mercato azionario. Le azioni salgono, giorno dopo giorno, titolo per titolo.

Non è questione se il mercato immobiliare sta “ristagnando”, rischiando di trascinarsi dietro buona parte dei consumi americani. Non interessa se la Corea del Nord minaccia la regione del Sud-Est Asiatico. Il deficit americano non sembra essere importante.

Gli investitori hanno grande confidenza per il futuro. Comprano e sostengono i titoli. In Quanto è Manipolato il Mercato?, abbiamo riportato le ipotesi del Prof. Succo che sostiene che le banche centrali del mondo stiano comprando gli indici americani sostenendone i corsi. Ed abbiamo concluso che, manipolato o no, il mercato è comunque molto “tirato”.

Abbiamo ora un altro elemento che ci suggerisce che il mercato può essere rischioso. L'indice VIX, che misura la volatilità del mercato, è ora ai minimi.

Quando l'indice è ai minimi, significa che c'è poca volatilità e che gli investitori sono molto confidenti che il mercato continuerà verso la direzione attuale. In altre parole, significa che gli investitori sono poco preoccupati.

Generalmente, questa situazione è un indice molto “bear”. Se tutti gli investitori sono tranquilli, un piccolo cambiamento di umore da parte di alcuni operatori può presto “contagiare” gli altri e generare vendite a catena. Al contrario, quando c'è una volatilità elevata le opinioni ed i comportamenti sono già divergenti e quindi singole storie e notizie anche poco significative possono contribuire a far trovare il consenso agli operatori.

Prima degli storni di maggio/giugno, l'indice VIX era molto basso. Seguì un forte “sell-off” generalizzato su azioni e commodity.

Ora il VIX è nuovamente molto basso sull'azionario. Forse è il caso di muoversi con cautela.

martedì, ottobre 10, 2006

Quanto è Manipolato il Mercato?

Il Dow Jones e molti altri indici hanno toccato nuovi massimi nella settimana appena passata. Questo presupporrebbe un'economia che marcia bene, con dati macroeconomici positivi.

Ma la realtà è diversa. L'immobiliare americano si sta sgonfiando ed è probabile che si porterà dietro un notevole calo dei consumi. A catena, i profitti societari, attualmente ai massimi storici, non potranno continuare a restare a questi livelli, meno che mai salire ai ritmi visti negli scorsi mesi.

Il Prof. John Succo, in un articolo, segnala che in 25 anni di trading non ha mai visto movimenti di questo tipo, in cui le azioni reagiscono verso l'alto ad ogni notizia negativa.

Tradizionalmente, le notizie negative portano a dei cali del mercato azionario. E non si muovono verso l'alto solo a livello aggregato, ma a livello di singoli titoli.

Negli ultimi tempi, il mercato azionario vede un “uptick” di + 1500. Per chi non ha familiarità con gli upticks/downticks, si tratta del numero di azioni positive meno il numero di azioni negative.

Il Prof. Succo conclude che una parte dell'establishment finanziario (banche centrali e grandi broker ) stia sostenendo pesantemente le azioni. In fondo, noi sappiamo ad esempio che in passato la Bank of Japan operò fortemente sul mercato azionario giapponese con l'obiettivo di sostenere il Nikkei durante i cali degli anni '90.

In questo caso, secondo Succo, sarebbero le banche centrali straniere che stanno compando gli indici americani (ed europei aggiungiamo noi).

Naturalmente questa è una conclusione personale del Prof. Succo che non necessariamente deve essere condivisa.

Comunque, storicamente un “uptick” di 1000 segnala un tipico “panic buy”, che generalmente anticipa un forte “sell off” dei mercati. 1500 è un valore enormemente superiore rispetto al livello di panic buy.

Se il mercato è manipolato o meno è sicuramente importante, ma l'aspetto che più di tutti è interessante è che esso è sicuramente molto “tirato” in questo periodo ed è molto rischioso essere pesantemente investiti.

lunedì, ottobre 09, 2006

Hedge Funds e Rischio del Mercato Finanziario

La matematica degli hedge fund è molto semplice: si pagano commissioni molto più alte rispetto alla media perchè i rendimenti promessi sono più elevati rispetto alla media.

Gli hedge fund sono gestiti da gestori superstars. Matematici e statistici con i loro sistemi automatizzati di investimento dominano la scena di questo mondo.

Ci sono però alcuni problemi. Come fa notare l'analista Dan Denning, ci sono oggi 8.000 hedge funds, ma non ci sono 8.000 strategie di gestione.

E' evidente che molti di questi fondi sono delle copie. Molti usano gli stessi stili di gestione, prevalentemente sistemi di “Trend Following”.

I sistemi per determinare i punti di entrata e di uscita possono differire leggermente tra loro, ma la maggior parte dei fondi usano tecniche consolidate di trend following. E tali tecniche sono piuttosto note.

E molti fondi trattano le stesse cose. Ad esempio, dall'inizio del millennio i fondi impegnati nel trading delle commodity si sono moltiplicati.

I fondi hedge, insieme alla diffusione dei derivati sono stati considerati gli artefici di una certa stabilità del sistema finanziario internazionale e soprattutto nella riduzione del rischio sistemico, grazie alla loro operatività non solo al rialzo, ma anche al ribasso e al fatto che operano su aree di investimento diverse, comprese quelle meno liquide.

Ma questo era forse vero all'inizio della diffusione dei fondi hedge.

Oggi, con oltre 8.000 fondi attivi. Molti usano strategie simili. E molti non si muovono effettivamente in aree di investimento diverse, ma trattano le stesse cose.

Quando a maggio-giugno si sono verificati dei punti di inversione, abbiamo assistito a repentini rintracci di azioni e commodity nell'arco di qualche settimana.

Di fatto, l'operatività di questi fondi rischia di non ridurre affatto il rischio del sistema finanziario, bensì di aumentarlo.

Più che derivati e fondi hedge, è stata l'espansione globale di liquidità che ha garantito una certa stabilità del sistema finanziario.

“Ma come un'espansione economica provocata dall'espansione di moneta da parte delle banche centrali termina sempre con una recessione che è tanto più grave quanto maggiore è stata l'espansione, così la riduzione del rischio sistemico derivante dalla maggiore liquidità si concluderà con un aumento della volatilità che sarà tanto maggiore quanto più ampia è stata l'espansione della moneta”.

Crediamo che inversioni di rotta repentine saranno sempre più frequenti in futuro a causa del fatto che la “coperta” delle banche centrali per manovrare la liquidità è sempre più corta. La diffusione di derivati e fondi hedge, anziché assorbire il rischio, amplificheranno i movimenti.

Periodi di mania, seguiti da periodi di panico.

Per coloro che cercano di fare “market timing” la vita non sarà estremamente facile in futuro.